Bando Certificazioni 2026 Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato il Bando per il rafforzamento della competitività delle imprese e delle filiere tramite l’ottenimento di sistemi di certificazione (DGR n. 428 del 23 marzo 2026), nell’ambito dell’Azione 1.3.1 del PR FESR 2021-2027. Si tratta di un’opportunità concreta per le PMI del territorio: fino a 30.000 euro a fondo perduto per ottenere nuove certificazioni aziendali, con un’intensità di contributo che può arrivare fino al 65% grazie alle premialità previste dal bando.

L’obiettivo è sostenere le imprese nel percorso di individuazione, pianificazione e ottenimento di nuove certificazioni relative a processi produttivi, servizi erogati o sistemi di gestione aziendale, migliorando la posizione competitiva sui mercati nazionali e internazionali e accompagnando processi di trasformazione, diversificazione o riconversione produttiva.

La finestra per le domande è breve — dal 16 aprile al 15 maggio 2026 — e il bando chiude al raggiungimento di 400 domande. In questa guida analizziamo tutti i dettagli: chi può partecipare, quali certificazioni sono finanziabili, come funzionano le premialità e cosa occorre valutare per presentare domanda.

SCHEDA BANDO IN SINTESI

Bando: Certificazioni di processo, servizio, gestione aziendale – Anno 2026

Ente: Regione Emilia-Romagna – PR FESR 2021-2027, Azione 1.3.1

Contributo: fondo perduto fino al 50% (max 30.000 €), incrementabile fino al 65%

Investimento minimo: 8.000 €

Dotazione: 3.000.000 € (chiusura anticipata a 400 domande)

Domande: dal 16 aprile 2026 (ore 13:00) al 15 maggio 2026 (ore 13:00)

Compilazione: SFINGE 2020 disponibile dall’8 aprile 2026

Regime di aiuto: de minimis (Reg. UE 2831/2023)

Selezione: ordine cronologico + soglia merito minima 50/100

A chi si rivolge il bando

Possono presentare domanda di contributo le micro, piccole e medie imprese di qualsiasi forma giuridica, gli altri soggetti economici iscritti al REA e i liberi professionisti (ordinistici e non ordinistici), purché abbiano sede legale o unità locale in Emilia-Romagna.

Sono ammessi tutti i settori economici, ad eccezione della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura. Sono esclusi i soggetti pubblici e quelli a partecipazione pubblica.

Requisiti di ammissibilità

Alla data di presentazione della domanda, i soggetti proponenti devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituiti, attivi e iscritti nel REA
  • rientrare nella dimensione di PMI ai sensi dell’Allegato I del Reg. UE 651/2014
  • non trovarsi in stato di liquidazione giudiziale o altra procedura concorsuale
  • avere sede legale e/o unità locale in Emilia-Romagna (da visura camerale o autocertificazione per i professionisti)
  • non essere destinatari di provvedimenti antimafia o sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001
  • possedere la polizza assicurativa contro rischi catastrofali (CAT NAT) per i soggetti iscritti al Registro Imprese
Attenzione

La polizza CAT NAT sarà verificata prima della concessione. Se non è ancora attiva, verificatene subito la sottoscrizione con il vostro broker assicurativo per non rischiare l’esclusione.

Vuoi sapere quanto può ottenere la tua impresa?

Puoi richiedere una prevalutazione gratuita e una analisi di cumulabilità con altri incentivi per capire come massimizzare il contributo.

Agevolazioni e contributi: quanto vale il bando

Il contributo è concesso a fondo perduto nella misura massima del 50% della spesa ammissibile, per un importo non superiore a 30.000 euro. La dotazione complessiva del bando è pari a 3.000.000 di euro, con possibilità di integrazione da parte della Regione.

Il contributo è concesso in regime de minimis (Reg. UE 2831/2023) e non è cumulabile con altri aiuti di stato sulle medesime spese. È invece cumulabile con agevolazioni per l’abbattimento dei costi su finanziamenti (L.R. 40/2002), strumenti di accesso al credito (L.R. 12/2023) e altre agevolazioni pubbliche non costituenti aiuto di stato, purché la somma totale non superi il 100% della spesa.

Le premialità: come portare il contributo fino al 65%

Il bando prevede un sistema di premialità che consente di incrementare l’intensità del contributo fino a un massimo di +15 punti percentuali, portando la copertura dal 50% fino al 65% (fermo restando il tetto di 30.000 €). Le premialità devono essere espressamente richieste nella domanda.

Criterio

Maggiorazione

Cumulabilità

Rating di legalità

+5%

Cumulabile

Certificazione Parità di Genere (art. 46-bis D.Lgs. 198/2006)

+5%

Cumulabile

Incremento occupazionale (tempo pieno e indeterminato)

+5%

Non cum. tra loro*

Certificazione recupero materiali / riduzione rifiuti

+5%

Non cum. tra loro*

Sede in area montana (L.R. 2/2004)

+5%

Non cum. tra loro*

Sede in area interna (DGR 512/2022)

+5%

Non cum. tra loro*

Sede in area 107.3.C

+5%

Non cum. tra loro*

Impresa femminile e/o giovanile

+5%

Non cum. tra loro*

* Le premialità del gruppo 2 (dalla terza in poi) non sono cumulabili tra loro, ma ciascuna può sommarsi a quelle del gruppo 1 (Rating di legalità e Parità di genere).

Esempio pratico: un’impresa femminile (+5%) con Rating di legalità (+5%) e Certificazione di Parità di Genere (+5%) può ottenere il massimo del 65% di contributo.

Attenzione

L’incremento occupazionale deve essere mantenuto per 3 anni dalla liquidazione del contributo. In caso di dimissioni/licenziamento, il lavoratore va sostituito entro 6 mesi, pena la revoca della quota di premialità.

Quali certificazioni sono finanziabili

Il bando finanzia il primo ottenimento di certificazioni rilasciate da un Organismo di Certificazione accreditato da un Ente di Accreditamento firmatario degli accordi di Mutuo Riconoscimento EA MLA, ai sensi del Regolamento CE 765/2008 e della norma internazionale ISO/IEC 17011. In Italia l’ente di accreditamento di riferimento è Accredia, ma sono riconosciuti anche gli organismi accreditati da enti equivalenti a livello europeo e internazionale, purché firmatari degli accordi EA MLA.

Per le certificazioni basate su schemi settoriali con requisiti di accreditamento specifici, il bando ammette esclusivamente la SA 8000 e la IATF 16949. Altre certificazioni settoriali con schemi proprietari non rientrano nel perimetro del finanziamento.

Non sono finanziabili i rinnovi o i mantenimenti di certificazioni già possedute.

Pro Tip

Prima di avviare il percorso, verificate che l'Organismo di Certificazione scelto sia effettivamente accreditato EA MLA per lo schema di certificazione di vostro interesse. Un certificato rilasciato da un ente non accreditato o accreditato da un organismo non firmatario EA MLA non sarà ammesso a contributo.

A titolo esemplificativo, tra le certificazioni ammissibili rientrano:

  • ISO 9001 – Sistemi di gestione per la qualità
  • ISO 14001 – Sistemi di gestione ambientale
  • ISO 45001 – Salute e sicurezza sul lavoro
  • ISO 50001 – Sistemi di gestione dell’energia
  • SA 8000 – Responsabilità sociale
  • IATF 16949 – Qualità nel settore automotive
  • ISO/IEC 27001 – Sicurezza delle informazioni e cybersecurity
  • ISO 37001 – Prevenzione della corruzione
  • ISO 22000 – Sicurezza alimentare
  • ISO 13485 – Dispositivi medici
  • ISO 14064 – Rendicontazione emissioni gas serra
  • ISO 14067 – Carbon footprint di prodotto
  • UNI/PdR 125 – Parità di genere
  • ESG-SDGs Rating:2022 – Sostenibilità e obiettivi Agenda 2030
  • SRG 88088 – Gestione della sostenibilità ESG
  • ISO 56001 – Gestione dell’innovazione
  • CRMS FP 07 – Gestione del credito commerciale
  • ISO 20121 – Sostenibilità degli eventi
  • ISO 21401 – Sostenibilità nelle strutture ricettive
  • Modello EASI – Ecosistema Aziendale Sostenibile Integrato

Ogni progetto può prevedere il finanziamento per una singola certificazione, un sistema integrato o una serie di certificazioni riferite a più processi, servizi e sistemi di gestione. Tra le certificazioni su schemi settoriali con requisiti specifici di accreditamento, sono ammesse solo SA 8000 e IATF 16949.

Spese ammissibili

Il progetto può comprendere due voci di spesa. La voce A copre le consulenze specialistiche finalizzate alla preparazione dell’impresa: analisi dei gap, adeguamento dei processi, supporto alle verifiche documentali e alle attività di audit. Questa voce è facoltativa. La voce B copre i costi dell’ente certificatore: audit iniziale, verifiche documentali, controlli tecnici e rilascio del certificato per la prima annualità. Questa voce è obbligatoria — in assenza di spese di certificazione ammesse si incorre nella revoca totale del contributo. A queste si aggiunge un forfait del 5% per spese generali, calcolato sulla somma delle voci A e B, senza necessità di rendicontazione specifica.

Attenzione

Le fatture devono riportare il CUP (Codice Unico di Progetto) e avere imponibile minimo di 100 €. I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente con modalità tracciabili (bonifico, carta aziendale, RIBA, ecc.).

La rendicontazione delle spese

La rendicontazione va presentata in soluzione unica a saldo, entro il 29 febbraio 2028 (o entro il 30 giugno 2028 in caso di proroga autorizzata), tramite l’applicativo SFINGE 2020.

La documentazione minima da allegare comprende:

  • Fatture elettroniche (.xml) o, per fornitori esteri, fatture in PDF — tutte con indicazione del CUP (Codice Unico di Progetto). Le fatture prive di CUP devono essere regolarizzate prima della presentazione, tramite il servizio dell’Agenzia delle Entrate (portale Fatture e Corrispettivi) o, per le fatture estere, mediante apposizione del CUP sull’originale cartaceo con scrittura indelebile
  • Quietanze di pagamento: ricevute di bonifico, estratti conto bancari o lista movimenti da cui risulti l’intestatario, l’importo, il riferimento alla fattura e il codice identificativo dell’operazione
  • Documentazione di progetto che comprovi l’effettivo svolgimento delle attività secondo le modalità e le tempistiche previste dal bando
  • Per chi ha richiesto la premialità occupazionale: modello Unificato LAV dei nuovi assunti e i due modelli DM10 relativi al mese di presentazione della domanda e al mese di conclusione del progetto, dal cui confronto deve emergere l’incremento netto dei dipendenti

Tutte le spese devono essere tracciate su uno o più conti correnti intestati al beneficiario, con contabilità separata o codificazione contabile dedicata al progetto.

Attenzione

La mancata presentazione della rendicontazione entro il termine previsto comporta la revoca totale del contributo.

Soglie minime di spesa

Il progetto deve avere una dimensione minima di investimento di 8.000 euro, da mantenere anche in fase di rendicontazione: se le spese effettivamente ammesse risultano inferiori a questa soglia, si incorre nella revoca totale del contributo.

Esiste inoltre una soglia di realizzazione del 70%: qualora, a seguito dell’istruttoria di rendicontazione o di successivi controlli, la spesa riconosciuta ammissibile scenda al di sotto del 70% del costo del progetto originariamente approvato in sede di concessione, si incorre parimenti nella revoca totale.

In pratica, se il progetto viene approvato per un investimento di 20.000 euro, le spese ammesse in rendicontazione non potranno scendere sotto i 14.000 euro (70% di 20.000). Se il progetto è approvato per 8.000 euro (soglia minima), non c’è margine di riduzione.

Attenzione: entrambe le soglie si applicano cumulativamente. La spesa rendicontata deve essere contemporaneamente pari o superiore a 8.000 euro e pari o superiore al 70% dell’investimento approvato.

Variazioni di spesa entro il 10%

Non tutte le modifiche al piano dei costi richiedono una richiesta formale di variazione alla Regione. Il bando prevede un margine di flessibilità del 10%: se la variazione comporta una diminuzione della spesa complessiva pari o inferiore al 10% del totale approvato, e non modifica sostanzialmente il progetto, non è necessario presentare richiesta di autorizzazione. Analogamente, non serve autorizzazione per la sostituzione di un fornitore con un altro funzionalmente equivalente, né per un aumento della spesa complessiva rispetto a quella approvata.

In tutti questi casi, le modifiche dovranno comunque essere motivate e argomentate nella rendicontazione finale. Resta fermo che la spesa non potrà mai scendere sotto la soglia minima di 8.000 euro né sotto il 70% dell’investimento approvato.

Per variazioni superiori al 10%, per la modifica del beneficiario o per il cambio della sede oggetto dell’intervento, è invece obbligatorio presentare richiesta formale tramite SFINGE 2020 prima della conclusione del progetto.

Scadenze e tempistiche

DataEvento
8 aprile 2026Apertura SFINGE 2020 per compilazione e validazione
16 aprile 2026 (ore 13:00)Apertura invio domande
15 maggio 2026 (ore 13:00)Chiusura invio (o al raggiungimento di 400 domande)
31 dicembre 2027Termine conclusione progetti
29 febbraio 2028Termine rendicontazione a saldo

Come presentare domanda

La domanda va compilata e trasmessa esclusivamente tramite l’applicativo SFINGE 2020, accessibile con SPID, CIE o CNS. Ogni soggetto può presentare una sola richiesta di contributo. Alla domanda deve essere allegato un video di massimo 3 minuti (formato MP4, max 350 MB) in cui il legale rappresentante — o un suo delegato interno — illustra brevemente l’impresa e il progetto candidato a finanziamento.

Attenzione

Il bando opera a sportello con chiusura anticipata a 400 domande. Occorre preparare la documentazione in anticipo in vista della finestra di precompilazione.

Pro Tip

Il video è obbligatorio e può influire sulla valutazione di merito. Preparatelo con cura: deve essere conciso, chiaro e focalizzato sugli obiettivi del progetto e sulle ricadute attese.

Come vengono valutati i progetti

La selezione avviene in ordine cronologico di arrivo delle domande, ma ciascun progetto deve superare una valutazione di ammissibilità sostanziale e raggiungere un punteggio minimo di 50 punti su 100 nella valutazione di merito.

CriterioPunteggio max
Qualità della proposta: obiettivi, metodologia, procedure di attuazione15 punti
Impatto atteso su processi, prodotti e servizi25 punti
Replicabilità a scala di filiera, capacità di aggregazione, rafforzamento dimensionale25 punti
Coerenza con le value chain dei Clust-ER regionali5 punti
Qualità economico-finanziaria: economicità e sostenibilità del progetto15 punti
Contributo alla neutralità carbonica e lotta al cambiamento climatico15 punti
Totale100 punti

Il criterio con il peso maggiore è l’impatto atteso e la replicabilità lungo la filiera (50 punti complessivi): il bando premia i progetti che non si limitano a un beneficio interno all’impresa, ma che generano ricadute positive verso altre imprese del sistema produttivo e abilitano nuove collaborazioni.

Da notare anche il peso del criterio ambientale (15 punti): i progetti che dimostrano un contributo concreto alla riduzione dei consumi energetici, all’utilizzo di energie rinnovabili o all’efficientamento nell’uso delle risorse sono significativamente avvantaggiati.

L’obbligo di coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3)

Un aspetto spesso sottovalutato: ogni progetto deve individuare come prevalente almeno uno degli ambiti tematici prioritari della S3 2021-2027, selezionando anche un descrittore tra quelli elencati nel perimetro dell’ambito. Questa scelta va giustificata nella proposta progettuale ed è rilevante sia per l’ammissibilità sostanziale del progetto, sia per il punteggio di merito.

Gli ambiti tematici sono: Energia pulita, sicura e accessibile; Circular Economy; Clima e Risorse Naturali; Blue Growth; Innovazione nei Materiali; Digitalizzazione, intelligenza artificiale, big data; Manufacturing 4.0; Connettività di sistemi a terra e nello spazio; Mobilità e motoristica sostenibile; Città e comunità del futuro; Patrimonio territoriale e identità regionale; Benessere della persona, nutrizione e stili di vita; Salute; Innovazione sociale e partecipazione; Inclusione e coesione sociale; Aerospace Economy; Innovazione nella progettazione e gestione di infrastrutture critiche.

Il perimetro di ciascun ambito è dettagliato nell’Allegato 1 al bando.

Pro Tip

La scelta dell'ambito S3 non è una formalità. Un'indicazione errata o una giustificazione debole può determinare la non ammissibilità sostanziale del progetto, prima ancora che si arrivi alla valutazione di merito. Se non siete certi di quale ambito sia più coerente con la vostra attività, è il tipo di valutazione su cui possiamo supportarvi.

FAQ – Bando Certificazioni 2026

No. Sono finanziabili esclusivamente nuove certificazioni non ancora in possesso dell’impresa.

No. I costi dell’ente certificatore (voce B) sono obbligatori. È possibile richiedere consulenza + certificazione, o sola certificazione.

Si incorre nella revoca totale del contributo.

Non è cumulabile con altri aiuti di stato o de minimis sulle stesse spese. È cumulabile con strumenti regionali (L.R. 40/2002, L.R. 12/2023) e agevolazioni non costituenti aiuto di stato.

Sì, per gli iscritti al Registro Imprese. Sarà verificata prima della concessione.

A sportello cronologico, ma con soglia minima di merito di 50/100. Non basta presentare domanda per primi: il progetto deve essere qualitativamente valido.

Perché affidarsi a Prefina per il Bando Certificazioni 2026

Questo bando richiede di gestire due percorsi in parallelo: la certificazione e l’agevolazione. Prefina li copre entrambi internamente.

Il percorso di certificazione con PreImpact

Eroghiamo direttamente la consulenza tecnica (voce A del bando): analisi dei gap, adeguamento dei processi, preparazione all'audit e accompagnamento fino al rilascio del certificato.

La gestione del bando con PreFinance

Gestiamo l'intero iter amministrativo: verifica dei requisiti e del plafond de minimis, compilazione della domanda su SFINGE 2020, massimizzazione delle premialità, gestione di variazioni e proroghe, rendicontazione fino alla liquidazione.

Un unico interlocutore dalla domanda al certificato: il piano dei costi, le tempistiche e la documentazione vengono coordinati fin dall’inizio tra chi eroga la consulenza e chi gestisce il bando.

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