Iperammortamento Industria 4.0: quanto puoi risparmiare

iperammortamento 4.0 2026
Una precisazione sui tempi

L'iperammortamento è già legge, ma per inviare le comunicazioni occorre attendere l'apertura della piattaforma del GSE, prevista a breve. I passaggi descritti si basano sul decreto attuativo MIMIT-MEF del 4 maggio 2026, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Da quest’anno, le imprese italiane che investono in tecnologia e macchinari innovativi possono accedere a una delle misure fiscali più interessanti degli ultimi anni: l’iperammortamento per l’Industria 4.0, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 a sostegno dell’innovazione, dell’automazione e della transizione digitale, in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta.

Se stai pianificando un investimento in beni strumentali e vuoi capire se rientra nell’agevolazione, e soprattutto quanto puoi risparmiare, questa guida ti fornisce le informazioni essenziali. Se vuoi, puoi anche calcolare il beneficio fiscale anno per anno con il nostro simulatore gratuito.

Cos’è l’iperammortamento e perché sostituisce il credito d’imposta 4.0

Prima di tutto è importante capire come funziona l’iperammortamento 2026, perché il meccanismo è diverso dal credito d’imposta a cui molte imprese erano abituate.

Non ricevi un contributo diretto né un credito da compensare in F24. Si tratta invece di una maggiorazione del costo fiscale del bene, cioè il valore del bene acquistato viene “aumentato” ai fini fiscali e le quote di ammortamento vengono calcolate su questo valore maggiorato. Il risultato è una riduzione dell’imponibile ai fini delle imposte sui redditi (IRES o IRPEF), che si distribuisce nel tempo lungo la durata del piano di ammortamento. La maggiorazione non rileva invece ai fini IRAP.

In pratica, l’iperammortamento ha un vantaggio fiscale differito, non immediato. Proprio per questo diventa molto utile simulare il beneficio, tenendo conto della propria situazione fiscale, del coefficiente di ammortamento del bene e dell’eventuale finanziamento.

Cosa rientra: dall’acquisto macchinari Industria 4.0 ai software

L’iperammortamento si applica a due categorie di investimenti, individuate dalla normativa di riferimento per il piano Industria 4.0.

Beni materiali strumentali: rientrano i macchinari e gli impianti interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. In termini pratici, parliamo di beni controllati da sistemi computerizzati, robot, sistemi di visione e misurazione, magazzini automatizzati e impianti di movimentazione. Se stai valutando l’acquisto di macchinari Industria 4.0, ricorda che il requisito fondamentale è proprio l’interconnessione al sistema produttivo.

Beni immateriali: sono agevolabili i software, le piattaforme e le applicazioni necessarie alla gestione digitale dei processi produttivi, se collegati ai beni materiali agevolabili. Bisogna però verificare la modalità di acquisto del programma (acquisto definitivo, in abbonamento, incluso con altri beni) e la sua effettiva connessione con il processo produttivo. Nella versione attuale del decreto attuativo i software fruiti in cloud o SaaS risultano esclusi, anche se il punto è ancora in discussione.

Oltre ai beni tecnologici, da quest’anno possono rientrare anche i beni materiali destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, compresi gli impianti di stoccaggio, nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa.

Per il fotovoltaico, però, sono agevolabili solo gli impianti con moduli ad alta efficienza e celle prodotte nell’Unione Europea (le tipologie individuate dall’art. 12, comma 1, lettere b e c, del D.L. 181/2023): una platea di prodotti molto ristretta, che conviene verificare con il fornitore prima dell’acquisto.

Questo è un grande cambiamento rispetto al credito d’imposta 5.0, che ammetteva il fotovoltaico solo come intervento trainato.

La lista dei beni agevolabili è definita in modo preciso dalla normativa. Prima di procedere con l’investimento, vale sempre la pena verificare che il bene su cui vuoi investire rientri tra quelli ammessi.

Le aliquote: quanto vale la maggiorazione

La grandezza del beneficio dipende dall’importo del tuo investimento. La normativa prevede tre fasce:

  1. investimento fino a €2,5 milioni: maggiorazione 180%
  2. investimento da €2,5 a €10 milioni: maggiorazione 100%
  3. investimento da €10 a €20 milioni: maggiorazione 50%

Le aliquote si applicano per scaglioni. Se investi €3 milioni, la maggiorazione del 180% si applica ai primi €2,5 milioni e quella del 100% ai restanti €500.000. Il risparmio fiscale effettivo dipende poi dall’aliquota IRES o IRPEF dell’impresa e dal coefficiente di ammortamento del bene specifico.

Come si calcola il risparmio: esempio pratico

Per capire come si calcola l’iperammortamento 2026, prendiamo il caso di un’azienda metalmeccanica che acquista un centro di lavoro a controllo numerico per €500.000, con un coefficiente di ammortamento del 15%.

Applicando la maggiorazione del 180%, i numeri sono questi:

  • Costo del bene: €500.000
  • Extra deduzione (180%*24%*500.000): €900.000
  • Totale fiscalmente deducibile: €1.400.000

Invece di dedurre €500.000 nel corso del piano di ammortamento, l’azienda può dedurne €1.400.000. Con un’aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale aggiuntivo rispetto all’ammortamento ordinario può superare i €200.000, distribuiti nel tempo.

Lo stesso principio può valere anche per investimenti effettuati tramite leasing, nei limiti previsti. Ti consigliamo di verificare con attenzione le condizioni di deducibilità e la documentazione richiesta per questo caso particolare.

Questi sono valori indicativi. Il beneficio reale dipende dalla situazione specifica di ogni impresa: per questo abbiamo sviluppato il nostro simulatore che calcola anno per anno il piano completo, incluso il cash flow netto con o senza finanziamento.

I requisiti per accedere all’agevolazione

Per beneficiare di questa misura è necessario che il bene rispetti alcuni requisiti tecnici. Innanzitutto, deve essere interconnesso al sistema informatico aziendale secondo gli standard definiti dall’Industria 4.0. Inoltre, deve possedere le ulteriori caratteristiche tecniche previste dall’Allegato IV per la propria categoria, come il controllo numerico per le macchine utensili.

Dal punto di vista documentale, l’impresa deve acquisire una perizia tecnica asseverata, rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti all’albo, oppure da un ente di certificazione accreditato. Il documento deve attestare le caratteristiche tecniche del bene e l’effettiva interconnessione, in conformità ai requisiti previsti per i beni 4.0. A differenza del passato, la perizia è obbligatoria a prescindere dall’importo del bene.

A questa si aggiunge una certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza con le scritture contabili dell’impresa.

Infine, il bene va mantenuto nella struttura produttiva per tutto il periodo di fruizione della maggiorazione. Se durante questo periodo viene ceduto a titolo oneroso o destinato a una struttura produttiva all’estero, si decade dal beneficio e le quote di maggiorazione già dedotte vengono recuperate a tassazione, maggiorate degli interessi.

È però prevista una salvaguardia: la decadenza non opera se, nello stesso periodo d’imposta in cui avviene la cessione, l’impresa sostituisce il bene con uno strumentale nuovo di caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori. Se il bene sostitutivo ha un costo inferiore, il beneficio prosegue sulle quote residue fino a concorrenza del nuovo investimento.

La questione del vincolo “Made in UE”

Vale la pena chiarire un punto su cui c’è stata parecchia incertezza: la versione iniziale della Legge di Bilancio 2026 subordinava l’agevolazione all’acquisto di beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo.

Questo vincolo “Made in UE” è stato però soppresso da un intervento normativo successivo (D.L. n. 38/2026), con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2026.

Puoi quindi acquistare beni strumentali da qualsiasi paese, anche extra-europeo, mantenendo il diritto all’agevolazione. Fa eccezione il solo fotovoltaico per autoconsumo, per cui resta il requisito di origine europea dei moduli descritto sopra.

risparmio fiscale iperammortamento

Come si accede all’iperammortamento: i passaggi da seguire

Per ottenere l’iperammortamento non basta acquistare un bene nuovo, è importante seguire alcuni passaggi con ordine, così da evitare errori e arrivare al beneficio senza imprevisti:

  1. Verifica se l’investimento rientra davvero nell’agevolazione. Il bene deve essere tra quelli ammessi (vedi gli Allegati IV o V della Legge di Bilancio 2026), e deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Se questo requisito non è rispettato, l’agevolazione non si applica.
  2. Invia la comunicazione preventiva al GSE. Prima di avviare l’investimento devi trasmettere una comunicazione preventiva obbligatoria con i dati della tua azienda, la tipologia dei beni e l’importo dell’investimento. Il GSE verifica la disponibilità delle risorse e conferma la prenotazione dei fondi. Le risorse sono limitate e vengono assegnate in ordine di arrivo.
  3. Conferma l’investimento entro 60 giorni. Se la tua prenotazione viene accolta, hai 60 giorni per inviare la comunicazione di conferma, allegando la prova del pagamento di un acconto pari almeno al 20%.
  4. Trasmetti la comunicazione finale. A investimento concluso, e solo dopo che il bene è stato interconnesso, devi inviare la comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028. In questa fase, è obbligatoria una perizia tecnica asseverata, accompagnata da un’analisi tecnica che dimostri il rispetto dei requisiti Industria 4.0 e l’effettiva interconnessione.
  5. Utilizza la deduzione in dichiarazione. Il beneficio si applica in dichiarazione dei redditi, riducendo la base imponibile IRES o IRPEF. Se il bene è acquistato, la deduzione segue il piano di ammortamento ordinario; se è in leasing, puoi dedurre la maggiorazione in un periodo minimo pari alla metà dell’ammortamento ordinario, indipendentemente dalla durata del contratto.
  6. Trasmetti la comunicazione periodica annuale (entro il 20 gennaio). A partire dalla prima comunicazione preventiva e fino al termine della fruizione, entro il 20 gennaio di ogni anno devi inviare al GSE una comunicazione con gli investimenti effettuati nell’anno precedente, i costi sostenuti e la previsione di utilizzo del beneficio nell’esercizio in corso.
  7. Integra con il piano di ammortamento (entro il 30 giugno). Entro il 30 giugno successivo devi completare la comunicazione periodica con il piano di ammortamento analitico, indicando le quote di maggiorazione imputate a ciascun esercizio. Anche questo adempimento va ripetuto ogni anno fino alla fine del periodo di fruizione.

h2 Calcola quanto risparmia la tua azienda con l’iperammortamento

L’iperammortamento Industria 4.0 è uno degli strumenti fiscali più concreti disponibili oggi per chi investe in tecnologia e innovazione. Conviene alle PMI manifatturiere che acquistano macchinari a controllo numerico, alle aziende che investono in software gestionale connesso ai propri impianti, ma anche a chi sta valutando un impianto fotovoltaico per l’autoconsumo.

Tuttavia, il beneficio reale che puoi ottenere dipende da molte variabili: tipo di bene, aliquota di ammortamento, struttura fiscale dell’impresa, modalità di acquisto. Per questo motivo, abbiamo sviluppato un simulatore gratuito che calcola il risparmio fiscale anno per anno, visualizza il piano di ammortamento maggiorato e mostra il cash flow netto dell’investimento, anche considerando il finanziamento.

Ricorda di prenotare i fondi per il tuo investimento

Per ottenere l’iperammortamento 2026, devi prenotare i fondi inviando una comunicazione preventiva al GSE (non appena la relativa piattaforma sarà operativa) e le risorse a disposizione sono limitate. Se hai già un progetto in mente e vuoi capire se rientra nell’agevolazione, il nostro team è disponibile per una prima consulenza gratuita e per supportarti in tutto il percorso, dalla valutazione iniziale al monitoraggio finale.

Compila il modulo per essere ricontattato entro 48 ore. 

Scopri anche

ISI INAIL Asse 1.2

80% fondo perduto per ISO 45001 e modelli organizzativi

Scopri di più

ISO 45001

Riduzione premio INAIL con il Modello OT23

Scopri di più

ISO 50001

Sistema di Gestione dell’Energia per le imprese

Scopri di più