Quali certificazioni ISO ottenere per accedere ai bandi

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Le certificazioni ISO stanno diventando un tema sempre più presente nei bandi pubblici e in generale nei vantaggi reputazionali delle aziende. In alcuni casi, possono influenzare direttamente il punteggio negli appalti. Altre volte, le ritroviamo indicate come elemento premiante, oppure sono oggetto stesso di un contributo. Facciamo chiarezza sull’argomento e vediamo quali opportunità sono legate a questo tipo di certificazioni.

Cosa sono le certificazioni ISO

L’acronimo ISO sta per International Organization for Standardization, l’organizzazione internazionale che definisce standard tecnici e gestionali validi in tutto il mondo. Quindi, quando parliamo di certificazioni ISO, intendiamo il riconoscimento formale dato ad un’azienda che rispetta uno di questi standard.

Dunque, non è mai un’autocertificazione, per ottenere la certificazione bisogna passare attraverso una verifica formale di un ente di certificazione accreditato, cioè un organismo terzo e indipendente che controlla che i processi aziendali siano davvero conformi alla norma. Le certificazioni di qualità più diffuse riguardano ambiti diversi:

Perché certificarsi secondo gli standard ISO

Per un’impresa, ottenere una di queste certificazioni significa dimostrare, con un documento riconosciuto, di avere un sistema di gestione organizzato e verificabile. Ed è proprio questo ciò a cui gli enti appaltanti iniziano a dare sempre di più valore.

Va precisato che le certificazioni ISO sono volontarie, nessuna legge obbliga un’azienda a ottenerle. Diventano però una scelta strategica quando si vuole partecipare a gare pubbliche, accedere a determinati finanziamenti, oppure semplicemente dimostrare ai propri clienti e partner un livello di affidabilità riconosciuto a livello internazionale.

Cerchiamo ora di capire in quali contesti conviene investire nell’ottenimento di una di queste certificazioni.

Certificazioni ISO e gare d’appalto pubbliche: requisito o punteggio

Nelle gare d’appalto pubbliche il tema è delicato, e vale la pena chiarirlo subito: le certificazioni ISO non possono essere richieste come condizione obbligatoria per partecipare, pena l’esclusione dalla procedura. Una recente decisione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha ribadito questo principio, censurando un bando che imponeva il possesso della certificazione come requisito di accesso.

Le certificazioni possono però essere valorizzate come criterio premiante, cioè come elemento che fa guadagnare punti aggiuntivi nella valutazione dell’offerta tecnica. È una distinzione importante per l’azienda. Avere una certificazione ISO 9001 o una certificazione ISO 14001 non è indispensabile per partecipare a una gara, ma può fare la differenza nel punteggio finale rispetto ai concorrenti.

Rispettare i Criteri Ambientali Minimi nelle gare pubbliche

A questo si aggiungono i cosiddetti CAM, i Criteri Ambientali Minimi definiti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), sempre più integrati nelle procedure di gara. In molti appalti con impatto ambientale, chi possiede una certificazione ambientale parte in vantaggio. Mentre i certificati ISO 45001 legati alla sicurezza e ISO 9001 diventano determinanti in settori come edilizia, logistica e manutenzioni, dove il rischio infortunistico pesa nella valutazione complessiva del fornitore.

Facciamo un esempio del vantaggio. Due imprese partecipano alla stessa gara per un servizio di manutenzione. Entrambe rispettano i requisiti minimi richiesti, ma solo una possiede la certificazione ISO 9001. In fase di valutazione dell’offerta tecnica, questa impresa può ottenere punti aggiuntivi che, in una gara equilibrata, spostano l’assegnazione dell’appalto a proprio favore.

Non basta quindi rispettare i requisiti di partecipazione, le certificazioni diventano uno strumento utile per distinguersi dai concorrenti.

Bandi dedicati a certificazioni ISO: il caso ISI INAIL e non solo

C’è poi un secondo scenario, diverso da quello degli appalti. Parliamo dei bandi per le imprese, che offrono incentivi, come per esempio contributi a fondo perduto, per investimenti di valore per la crescita aziendale. Anche in questo caso, le certificazioni possono influire sul risultato finale.

È il caso del bando ISI INAIL, che finanzia investimenti in sicurezza sul lavoro attraverso diversi Assi tematici. L’Asse 1.2, in particolare, è dedicato all’adozione di modelli organizzativi e di sistemi di gestione per la sicurezza (tra cui rientra proprio la certificazione ISO 45001) e prevede un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 130.000 euro. È la percentuale di finanziamento più alta tra tutti gli Assi del bando.

Per essere ammessa, la domanda deve raggiungere una soglia minima di 130 punti, calcolati sommando il punteggio dell’intervento scelto ad alcuni bonus (per esempio la condivisione del progetto con le parti sociali o l’appartenenza a determinati settori ATECO). Tra le diverse opzioni possibili, la ISO 45001 è quella che attribuisce il punteggio base più alto, il che la rende spesso la scelta più efficiente per raggiungere la soglia di ammissibilità.

Possibilità di finanziare la ISO 45001

Non è l’unica strada. Nell’edizione 2025 del bando, la ISO 45001 può essere finanziata anche come intervento aggiuntivo, sempre all’80% fino a 20.000 €, abbinandola a un progetto principale sull’Asse 1.1 (riduzione dei rischi tecnopatici) o sull’Asse 4 (micro e piccole imprese di specifici settori). Così un’impresa che sta già intervenendo, ad esempio, per ridurre l’esposizione a rumore o agenti chimici può aggiungere la certificazione allo stesso progetto, massimizzando il contributo.

Programma FESR della Regione Emilia-Romagna

Sul territorio, la Regione Emilia-Romagna finanzia periodicamente l’ottenimento di nuove certificazioni aziendali con un bando dedicato, nell’ambito del programma FESR. Il contributo, a fondo perduto, copre una quota significativa delle spese necessarie: dalla gap analysis alla consulenza, dalla formazione ai costi dell’ente certificatore.

Il bando sostiene il primo ottenimento di una certificazione nuova, non il rinnovo di quelle già possedute, ed è rivolto alle PMI e ai liberi professionisti del territorio, con l’esclusione della produzione primaria agricola. Rientrano gli standard più diffusi, dalla ISO 9001 alla ISO 14001, dalla ISO 45001 alla ISO 27001, fino alle certificazioni ESG.

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Altri consigli pratici per non perdere l’opportunità delle certificazioni ISO

Anche le Camere di Commercio pubblicano periodicamente bandi dedicati alle certificazioni, spesso orientati all’area ambientale ed ESG. Conviene verificare di volta in volta le aperture della propria Camera di riferimento.

Un aspetto pratico da tenere presente: il percorso di certificazione richiede diversi mesi, anche in base alla tipologia di certificazione. Chi pianifica la certificazione con largo anticipo rispetto all’apertura del bando arriva alla domanda con una marcia in più, anziché rincorrere i tempi a ridosso della scadenza.

Bandi che finanziano l’ottenimento della certificazione nell’ambito di un progetto: SIMEST

C’è infine un terzo scenario, quello dei bandi che finanziano direttamente il percorso per ottenere una certificazione ISO.

È il caso del finanziamento SIMEST per la Transizione Digitale o Ecologica, gestito nell’ambito del Fondo 394/81 e rivolto alle imprese italiane che investono in innovazione, sostenibilità e rafforzamento patrimoniale. Tra le spese ammissibili per la componente di transizione ecologica rientra proprio l’ottenimento e il mantenimento di certificazioni ambientali (come la certificazione ISO 14001) insieme a interventi di efficientamento energetico e diagnosi energetiche.

Inoltre, possedere già una certificazione ambientale può diventare un requisito premiale in alcune condizioni, che consente di accedere a una quota aggiuntiva di contributo a fondo perduto, cumulabile con il finanziamento a tasso agevolato. Per le imprese energivore, o che hanno avviato un percorso di efficientamento energetico, la quota a fondo perduto è ulteriormente aumentata.

In questo caso, quindi, la certificazione ISO ambientale gioca su due fronti complementari:

  • può essere finanziata come parte del progetto di transizione ecologica,
  • se già in possesso dell’azienda, contribuisce a sbloccare condizioni di finanziamento più vantaggiose.

Quale scegliere e come ottenere una certificazione ISO

A questo punto bisogna capire quale certificazione sia più utile per la tua azienda e per i bandi a cui vuoi accedere. Non ha senso avviare un percorso di certificazione generico. Meglio partire dall’elenco certificazioni ISO pertinenti al proprio settore e al tipo di bando o gara che si intende affrontare.

Quando i nostri esperti di PreImpact impostano il percorso operativo seguono solitamente questi passaggi:

  1. Analisi dello stato attuale: si verifica quanto i processi aziendali già rispettano lo standard scelto, individuando le lacune da colmare.
  2. Costruzione del sistema di gestione: si formalizzano procedure, responsabilità e documentazione richieste dalla norma (per esempio un vero e proprio sistema di gestione della qualità, nel caso della ISO 9001).
  3. Scelta dell’ente di certificazione ISO 9001 (o della norma di riferimento): serve rivolgersi a un ente di certificazione accreditato, riconosciuto da Accredia, l’ente nazionale di accreditamento.
  4. Audit e rilascio del certificato: l’ente verifica sul campo la conformità e, se tutto è in regola, rilascia la certificazione.

I tempi non sono immediati: un percorso di certificazione richiede in genere alcuni mesi, a seconda della complessità dell’organizzazione e della norma scelta. Per questo, se l’obiettivo è arrivare pronti a un bando o a una gara con scadenza fissata, conviene muoversi con anticipo, magari partendo da una prima analisi che chiarisca quali requisiti mancano davvero e quanto tempo servirà per colmarli.

Il valore della sinergia: PreImpact e PreFinance insieme

Proprio perché certificazioni e bandi viaggiano su binari che si intrecciano continuamente, affrontarli separatamente rischia di far perdere tempo prezioso. È qui che la collaborazione tra le nostre business unit fa la differenza. PreImpact accompagna l’azienda nel percorso verso la certificazione più adatta, mentre PreFinance individua il bando più coerente, che si tratti di un punteggio premiante da valorizzare o di un incentivo da richiedere per ottenere la certificazione stessa.

Se stai valutando quale certificazione ISO può essere utile alla tua azienda, o se hai un bando in scadenza e vuoi capire come muoverti, siamo a disposizione per un’analisi preliminare gratuita.

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