L’intelligenza artificiale per le aziende sta diventando una presenza comune in un numero crescente di imprese italiane. Secondo Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti ha utilizzato almeno una tecnologia di IA, il doppio rispetto all’anno precedente.
Tuttavia, l’adozione incontra ancora ostacoli concreti, dalla mancanza di competenze ai costi di implementazione. Proprio su questi aspetti intervengono diversi incentivi pubblici, che sostengono non solo l’acquisto di tecnologie, ma anche consulenza, formazione e adeguamento normativo.
In questo articolo, analizziamo i principali bandi e incentivi oggi disponibili per introdurre l’IA in azienda.
Intelligenza artificiale nelle aziende italiane: a che punto siamo
I dati Istat raccontano una crescita reale, ma ancora disomogenea. Tra le PMI con almeno 10 addetti, l’uso dell’IA è passato dal 7,7% al 15,7%. Nelle grandi imprese, invece, ha raggiunto il 53,1%. Di conseguenza, il divario tra PMI e grandi imprese si è ampliato: da circa 20 punti percentuali nel 2023 a 37 nel 2025 nel 2025.
Tra le imprese che già la usano, l’intelligenza artificiale entra soprattutto nel marketing e nelle vendite (33,1%) e nei processi amministrativi (25,7%). L’impiego più diffuso è l’estrazione di informazioni da documenti e testi, citata dal 70,8% delle imprese utilizzatrici.
C’è però un dato che invita a riflettere. Un terzo delle imprese che usano l’IA non indica alcuna finalità aziendale precisa. In altre parole, l’adozione è spesso ancora sperimentale e poco legata ai processi organizzativi.
Anche gli ostacoli sono indicativi. Tra le imprese che hanno valutato l’IA senza poi adottarla, il 58,6% segnala la mancanza di competenze. Seguono la scarsa chiarezza normativa, la qualità dei dati e i costi.
Per questo il punto di partenza non dovrebbe essere lo strumento, ma il processo da migliorare. Analizzare, formarsi, acquistare e integrare sono esigenze diverse, e ognuna trova incentivi diversi.
È l’approccio che abbiamo seguito anche in Prefina con un progetto di trasformazione digitale con intelligenza artificiale integrata, cofinanziato dal PR FESR 2021-2027 della Regione Emilia-Romagna. Abbiamo individuato le attività a maggiore intensità documentale, come la redazione dei progetti per i bandi e delle analisi tecniche per i beni 4.0, e le abbiamo affiancate con strumenti di IA integrati nel CRM aziendale. Il risultato: tempi di lavorazione più brevi e documenti più uniformi, con la revisione finale che resta in mano ai nostri professionisti.
Voucher a fondo perduto per l’adozione di strumenti AI nelle aziende
Chi vuole capire come portare l’IA in azienda, senza impegnare subito grandi budget, può partire dai voucher. Sono incentivi che riconoscono un contributo a fondo perduto di importo contenuto, pensati per progetti agili.
Voucher Doppia Transizione 2026 delle Camere di commercio
Il Voucher Doppia Transizione 2026 è la prima edizione nazionale del bando dei Punti Impresa Digitale, promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio. Rivolto a micro, piccole e medie imprese, può coprire fino al 70% delle spese per tecnologie, consulenza e formazione, con un focus esplicito sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale.
Il quadro è nazionale, ma ogni Camera di commercio decide se aderire e fissa importi, spese ammissibili e date. Prima di tutto, quindi, conviene verificare il bando della Camera in cui ha sede l’impresa. Nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, per esempio, la misura ha preso la forma del Bando Innovazione Digitale 2026 (PI26) della Camera di commercio dell’Emilia, con un contributo del 50% fino a 10.000 euro e l’intelligenza artificiale tra le tecnologie ammesse. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo sui bandi della Camera di commercio dell’Emilia. In ogni caso, è obbligatorio completare il test di maturità digitale SELFI 4.0 nei tre mesi precedenti la domanda.
Le agevolazioni vengono assegnate in ordine cronologico di presentazione delle domande, per cui raccomandiamo di procedere con il congruo anticipo ed eventualmente iniziare a raccogliere preventivi per gli investimenti che si intende realizzare ed agevolare.
Voucher Cloud & Cybersecurity del MIMIT
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sostiene PMI e lavoratori autonomi per l’acquisto di servizi cloud e di sicurezza informatica. Il contributo copre fino al 50% delle spese, per un massimo di 20.000 euro, con un piano di spesa minimo di 4.000 euro.
Tra i servizi ammessi rientrano anche soluzioni SaaS di produttività aziendale integrate con funzionalità di IA. Tuttavia, i prodotti devono essere acquistati da fornitori iscritti nell’elenco ministeriale.
Le domande si potranno inviare dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027, con precompilazione dal 20 ottobre.
Iperammortamento 2026: software e soluzioni AI per aziende agevolabili
Per chi deve acquistare tecnologia, uno degli strumenti principali è l’iperammortamento. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, consente di dedurre un valore superiore al costo dei beni strumentali. Vale per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
Per stimare il beneficio fiscale del proprio investimento è possibile utilizzare il nostro calcolatore dell’iperammortamento.
Gli Allegati IV e V elencano i beni a cui si applica l’iperammortamento. Tra quelli immateriali, accanto al machine learning per la qualità dei processi produttivi, compaiono diverse forme di intelligenza artificiale avanzata:
- IA generativa, inclusi i modelli linguistici di grandi dimensioni;
- sistemi di Agentic AI;
- piattaforme MLOps per gestire il ciclo di vita dei modelli;
- algoritmi per la manutenzione predittiva e software di process mining.
Sul fronte hardware, l’Allegato IV include un gruppo dedicato alle infrastrutture di calcolo. Ne fanno parte server GPU e sistemi HPC, workstation per il machine learning, dispositivi di edge computing e storage per big data. Questi beni, però, devono essere interconnessi ai sistemi informativi aziendali e destinati a far funzionare i software dell’Allegato V. Restano esclusi PC, notebook e strumenti di office automation non legati ai processi operativi.
In altre parole, non tutto il software AI è agevolabile, deve rientrare in una delle categorie previste ed essere integrato nei processi aziendali.
Prima di scegliere una soluzione AI per l’azienda, attenzione anche alla modalità di acquisto. Una piattaforma AI in abbonamento, per esempio, non potrà accedere all’iperammortamento. Potrebbe però rientrare nel Voucher Cloud & Cybersecurity, se servizio e fornitore sono tra quelli ammessi.
SIMEST Transizione digitale ed ecologica: la sezione Investimenti IA
Per le imprese a vocazione internazionale c’è una misura dedicata. Nell’ambito dello strumento SIMEST Transizione digitale ed ecologica, la sezione “Investimenti IA & Quantum Computing” mette a disposizione 200 milioni di euro del Fondo 394/81.
Possono accedere le imprese che realizzano almeno il 3% del fatturato all’estero o che sono fornitrici di imprese esportatrici. Il focus è sulle PMI, ma la misura è aperta anche alle grandi imprese. Servono, inoltre, almeno due bilanci depositati. Per accedere alle condizioni della sezione, il finanziamento deve essere destinato interamente a investimenti in intelligenza artificiale (o quantum computing).
Le spese ammissibili sono ampie:
- infrastrutture cloud e sistemi di calcolo;
- software e piattaforme;
- sviluppo di modelli;
- integrazione con i sistemi aziendali;
- gestione dei dati.
Rientrano anche: formazione, competenze specialistiche, consulenze, cybersecurity e adeguamento all’AI Act.
Il requisito di accesso legato all’estero non è sempre immediato da valutare, soprattutto per le imprese che lavorano come fornitrici di aziende esportatrici. In questi casi, gli esperti di PreFinance possono aiutarti a verificare se la tua impresa rientra tra i beneficiari.
Come funziona SIMEST per gli investimenti in IA
Si tratta di un finanziamento agevolato con un tasso inferiore a quello di mercato, da rimborsare secondo un piano di ammortamento. La durata complessiva può arrivare fino a 8 anni, di cui 2 di preammortamento, cioè una fase iniziale in cui l’impresa non rimborsa ancora la quota capitale. È inoltre possibile ottenere un anticipo fino al 50% dell’importo finanziato, così da disporre subito di una parte delle risorse per avviare l’investimento. In linea generale è richiesta la prestazione di garanzie, salvo i casi di esenzione previsti.
Attenzione: il fondo perduto SIMEST copre solo una parte dell’intervento fino al 10%, entro un massimo di 100.000 euro. La quota sale fino al 20%, con un massimo di 200.000 euro, per le imprese energivore, per quelle con percorsi certificati di efficientamento energetico e per quelle colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico; per le PMI colpite dal conflitto può arrivare al 30%, sempre entro 200.000 euro, se la domanda è presentata entro il 31 dicembre 2026, in regime de minimis.
Al 14 settembre 2026 il tasso agevolato indicato da SIMEST era dello 0,371%.
Chi presenta domanda deve inoltre sottoscrivere una dichiarazione di conformità alla normativa sull’intelligenza artificiale (AI Act), da confermare anche in fase di rendicontazione finale. L’impresa è poi tenuta a conservare la documentazione richiesta fino al rimborso integrale del finanziamento. Per questo conviene impostare il progetto tenendo conto fin dall’inizio degli obblighi normativi: non a caso, l’adeguamento all’AI Act rientra tra le spese finanziabili.
Le domande si presentano sul portale SIMEST entro il 31 dicembre 2026, compatibilmente con la disponibilità delle risorse.
Intelligenza artificiale per aziende: come scegliere l’incentivo
Non esiste un incentivo unico per l’intelligenza artificiale. Ogni misura ha requisiti, spese ammissibili e tempistiche proprie. La scelta dipende quindi dalla natura del progetto, dalla dimensione dell’impresa, dalla sede e, nel caso di SIMEST, dalla presenza sui mercati esteri.
Prima di procedere, conviene verificare tre aspetti comuni a più misure.
Il primo è la capienza De Minimis: voucher camerali, Voucher Cloud & Cybersecurity e agevolazioni SIMEST rientrano in questo regime, che in via generale limita a 300.000 euro gli aiuti ricevuti da un’impresa nell’arco di tre anni.
Il secondo è il cumulo: le stesse spese possono beneficiare di più agevolazioni solo nei limiti previsti da ciascuna misura.
Il terzo sono i tempi: i voucher assegnano le risorse in ordine di presentazione delle domande, SIMEST fino a esaurimento della dotazione, mentre l’iperammortamento richiede una comunicazione preventiva al GSE prima dell’investimento.
Richiedi una consulenza sugli incentivi per l’intelligenza artificiale
Se stai valutando un progetto di intelligenza artificiale per aziende e vuoi capire quali incentivi puoi richiedere, contattaci per un’analisi preliminare. Compila il modulo di contatto: il team di Prefina ti risponderà entro 48 ore per una prima valutazione gratuita, senza impegno.

